Ho imparato che stress ansia e blocchi emotivi non nascono nella testa.

La filosofia Yogica, come ho già scritto, parla di unione, tra l’ io e il tutto, tra Yin e Yang, bene e male, corpo.. e mente.
Ma lo yoga porta anche a ricercare, sempre più risposte, e (non avendo ancora trovato risposta alla questione uovo/gallina), dopo qualche anno di studi, esperienza sul tappetino, riscontri da parte delle allieve, mi sono chiesta:
è il cervello che guida il corpo o il corpo che guida la mente e i pensieri?
Per anni ho pensato fosse il cervello a decidere chi siamo, come ci sentiamo, quali possibilità abbiamo.
Invece, studiando, #hoimparatoche succede il contrario:
in che senso?
Partiamo dal presupposto che siamo programmati per sederci in una zona di comfort dalla quale, nonostante la volontà, é fisiologicamente difficile uscire.
“ci piace rilassarci, ma i nostri corpi sono ancora quelli degli atleti di resistenza, evoluti per camminare per molti chilometri al giorno e per correre spesso. Adoriamo le comodità, ma non siamo ben adattati a trascorrere le giornate seduti in poltrona, fissando un libro o lo schermo di un computer”
(D. Lieberman)
É la pancia che si stringe, il respiro che si fa corto, il cuore che accelera, la postura che cambia, quando ci sentiamo in ansia, ed è così che ci chiudiamo nel corpo prima ancora che nella mente.
Fisiologicamente accade più o meno questo:

L’insula, caporeparto dell’interocezione, sente e interpreta ogni segnale che arriva al corpo: emozioni, paure, piaceri, amori e dolori.
L’ippocampo archivia tutto: e lo archivia nel corpo, ogni sensazione, emozione, paura, trauma, viene conservato nel luogo del corpo dal quale è partita la sensazione:
Bisogno di protezione? chiusura: ecco la mascella serrata, le spalle chiuse, lo stomaco aggrovigliato.
Tutte le volte che il tuo corpo percepirà la necessità di “chiudersi” , “proteggersi” , la tua mascella si irrigidirà, le tue spalle si protrarranno in avanti, e così via.
Ma il corpo, a furia di provare le stesse sensazioni, quotidianamente, spesso a contatto con le stesse persone posture e situazioni ogni giorno, trova il suo meccanismo di “risparmio energetico”.. resta chiuso.
Si innesca, a questo punto, un circolo vizioso: sei chiusa con le spalle, e di conseguenza con i pensieri (rimuginii, loop mentali e attaccamento alle abitudini.. che ti hanno portata li)
Insomma.. Il tuo corpo è il contenitore di ciò che hai provato in passato, o provi nel presente.
Ogni memoria, dicevamo, è conservata in un luogo, non nel cervello, ma nel corpo.
Ecco perché lo yoga funziona e non è solo stretching.
Quando lavori sulla pancia, sul respiro lento, sull’allungamento con forza, non stai “rilassandoti” e basta.
Stai mandando su, attraverso l’insula, un messaggio diverso: “siamo al sicuro”.
L’ippocampo inizia a archiviare un ricordo nuovo – “quella sensazione lì non era pericolo, era solo una sensazione” – e la corteccia prefrontale torna a fare il freno.

Meno stress, meno cortisolo, meno cortisolo, meno invecchiamento cerebrale;
di conseguenza : meno alterazioni metaboliche nella gestione degli zuccheri
(meno adipe accumulato sull’addome – spesso è proprio una dieta o un disperato tentativo di perdere qlch chilo che innesca questo meccanismo.. ricorda: il tuo corpo è più furbo di te)
Non è la testa che cambia il corpo. È il corpo che insegna al cervello una strada nuova e lo fa.. attraverso il respiro, la libertà di movimento, la fiducia nella propria forza, nel proprio equilibrio, nella lucidità mentale.
Oggi, grazie alla tendenza Yogica diffusa in ogni anfratto salutistico e olistico, si parla sempre di più di
Movimento funzionale
si ma funzionale per cosa?
Per secoli il nostro corpo ha dovuto muoversi continuamente, e forse, tutto questo arrampicarci, salire, scendere, portare cose, scavare, accovacciarci, era un modo per scrollarci via di dosso la “paura” del “Leone che addormentato non era”
Se è vero che i nostri blocchi emotivi sono memorizzati nel corpo e che ogni fascio muscolare, osseo, organico, cartilagineo che ci compone è avvolto in una sostanza che tiene insieme tutto (così non ci disfiamo tipo slimer), detta Tessuto Connettivo, muovendo questo tessuto, riallineandolo e stiracchiandolo, durante una sessione di yoga, (giusto per fare un esempio…) possiamo letteralmente sciogliere le contrazioni legate alle emozioni aggrappate nel corpo.

Nei muscoli sono contenute informazioni.
Se interrompiamo i processi neuronali con i muscoli, togliamo una parte del “ragionamento”.
L’organo tendineo del Golgi regola la tensione: tutto deve essere modulato e in equilibrio.
Quando la muscolatura è forte, il corpo impara a rilasciare tensioni a livello miofasciale.
Quando alleni il respiro e il battito – anche solo nel cardio – poco alla volta il respiro rallenta anche in altre situazioni. Anche nelle situazioni d’ansia.
Non solo: ciò di cui ci circondiamo diventa il nostro “ABITO”.
(Habitat – abito)
E non so perchè si sia diffusa l’idea che la vanità e la superficialità siano più associate alla cura del corpo che non alla scelta di un abito in boutique, sta di fatto che non sempre l’ambiente in cui viviamo ha la stessa taglia della nostra vera Natura.
Oggi tutti viviamo molto lontani dal contesto naturale e questo ha fatto si che per la maggior parte di noi mente e corpo si siano disconnessi, in buona parte, da funzioni che oggi abbiamo delegato all’esterno ma che un tempo erano essenziali alla nostra sopravvivenza

Concentrazione
(quanti minuti al giorno non sei multitasking, ti concentri solo su una cosa, il tuo respiro ad esempio?)
Orientamento
(qual è l’ultima volta che sei partita per un luogo lontano senza navigatore?… io credo prima dell’invenzione del tom tom- lo comprai subito per sostituire il vecchio atlante d’Italia sotto il sedile passeggero.. ho una certa.. mi sa)
Condivisione
(non on line, ma quel tramandare conoscenza da generazione in generazione, vis a vìs, quella che ci faceva riconoscere sul volto un espressione prima che iniziassimo a sostituire la mimica facciale con le emoji)
Memoria
(quanti numeri di telefono ricordi a memoria? .. io ancora quelli delle compagne di scuola.. media. Oggi servono a poco, quelle con cui sono rimasta legata le sento su wazzap)
Movimento
(quando è stata l’ultima volta che ti sei arrampicata per raccogliere qualcosa su un albero? .. quello ancora lo faccio perché adoro la frutta “du zì Matteo”.. poi vi do l’indirizzo)
Ritrovare forza, flessibilità mobilità nel corpo, ci da la possibilità di rinnovare anche la mente, rinfrescarla.
Quando il corpo impara a muovere al suo interno energie, contrazioni e a superare le rigidità, la mente lo segue: letteralmente costruisce nuovi percorsi neuoronali, nuove strade, nuovi pensieri.
Quando ci sentiamo forti, abbiamo la capacità di stare in equilibrio, ci fidiamo delle nostre gambe e delle nostre braccia, abbiamo un centro forte che sostiene , (il lavoro che si fa attraverso il pilates , ad esempio..) modificheremo anche il modo in cui reagiamo al mondo esterno.
Spesso ci sentiamo incomplete, inadatte, insicure, impaurite e in ansia per via di debolezze e blocchi registrati a livello corporeo.
Ritagliare momenti durante la giornata in cui torniamo usare tutta la possibilità di movimento per cui siamo state progettate, tornare a usare il corpo secondo la nostra vera natura potrebbe essere il primo passo per innescare una vera ri-evoluzione.
Perchè tutti questi concetti sono collegati allo Yoga e al Pilates?
Innanzitutto perché questa è la pagina di un’insegnante di Yoga e Pilates e quindi un goccio d’acqua al mio mulino.. ce lo porto volentieri.. 😉
Ma non solo: Yoga e Pilates, come ho accennato all’inizio, sono due discipline che mettono in contatto costantemente corpo mente e .. respiro. A quell’ora di movimento, propiocezione, attenzione, si aggiunge la connessione con il proprio interno, si aggiunge la mindfuness. Ovvero quel momento in cui la corteccia celebrale torna a prendere le redini del suo ruolo di regolazione emotiva.
Più tempo dedichiamo a concentrarci su ciò che accade al nostro interno più questa si sviluppa a discapito dell’amigdala che abbassa il volume dell’allarme.
L’ippocampo inizia ad archiviare un ricordo nuovo, piacevole e lo sostituisce poco per volta al precedente.
Per questo praticare Yoga, pilates, mindfulness e allineare il ritmo del respiro a quello del cuore non è solo ginnastica, né solo stare in gruppo.
E’ insegnare al tuo corpo nuove possibilità, modificarlo attraverso respiro, interocezione e movimento.
Non invecchi, ti evolvi.
Non è la testa che cambia il corpo.
In poche righe, è il corpo che insegna al cervello una strada nuova che passa da: “non ho la forza per farlo” a “sono abbastanza forte per… “, da “non c’è la faró ” a “se ho fatto questo posso fare altro“.. da “é difficile” a “trovo una strada percorribile“.
È allenarsi alla presenza.
Se la tua anima immagina nuove vie, il corpo si prepara a percorrerle, la mente è lo strumento che ti guida rispondendo alle leggi semplici della ripetizione delle azioni e delle esperienze.
E se cambia forma la tua mente, anche il tuo corpo, di conseguenza cambierà, in base a ciò che è chiamato a fare quotidianamente.
Qualcuno l’ha definita epigenetica. Te ne parlo qui
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