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“Chiudi gli occhi, Sorridi, Respira
..segui il flusso naturale delle cose, accetta il “cambiamento”…(fosse anche solo un cambio di programma) sono le basi degli hoimparatoche degli ultimi anni di formazione dentro e fuori dal tappetino.

Ciò che ho imparato, tutto sommato, non è molto diverso da ciò che hoimparatoche prima dell’arrivo del tappetino nella mia quotidianità.
Più mi addentro in questo mondo fatto di Asana, Mantra, Respiri e prese di coscienza e consapevolezza, più mi rendo conto che, in fondo, tutte le culture, ognuna a suo modo, con i suoi riti, pratiche, tradizioni (da quelle orientali, più antiche, a quelle contemporanee), aspirano ad un’unica comune, condivisibile, intenzione:
perpetuare quel barlume di buonsenso, nella quotidianità di ognuno di noi, che ci accompagni, con una buona dose di equilibrio, sulla retta via della conoscenza, della saggezza e della serenità d’animo a tutte le età, nel rispetto delle esigenze proprie e altrui.
Quelli che per i Cristiani sono i Comandamenti, nella filosofia Yogica sono gli Yama e non hanno nulla a che fare con la religione ma sono intesi come norme di buona condotta per vivere in armonia con gli altri, la natura, le cose, se stessi ecc…
Il terzo degli Yama, descritto negli Yoga Sutra di Patanjali, è Asteya: Non rubare. (lo ritroviamo al settimo posto nella top ten dei 10 Comandamenti)
Asteya è inteso letteralmente come non appropriarsi di ciò che non è nostro, ma possiamo estendere il concetto e il suo significato in un senso più ampio e ad ogni ambito: compreso quello del tempo.
Fondamentale sarà, quindi, per raggiungere l’armonia e la saggezza , samadhi, badare a non approfittare del tempo degli altri, ne sprecare il proprio. Che il tempo, quello della vita, quello tra un respiro e l’altro, quello per la pratica, per il proprio benessere e la cura di se, non solo per gli yogi, ma per ogni essere umano, si sà, è il bene più prezioso.

Ed è proprio su questo concetto di tempo e del suo immenso valore che oggi la mia mente si è soffermata un bel pò: dopo che, oggi mi sono vista scombussolare ogni programma e tabella di marcia lavorativa e sociale dalla notizia improvvisa dell’ennesimo contrattempo.
Sono questi i casi in cui ci si rende conto di quanto lo yoga, la sua filosofia e i suoi principi, possano essere calati nella vita quotidiana: per chi medita in Tibet, la Samadhi, viene raggiunta con anni di esperienza nella meditazione. Ma, sono certa, i monaci di quei monti si complimenterebbero con ognuno madre di scolari occidentali, che sia in grado di tagliare il traguardo della scuola dell’obbligo con la fedina penale pulita districandosi tra lavoro, casa, registri elettronici, quel minimo sindacabile di socialità necessaria alla conservazione della specie, sport, attività extrascolastiche e quant’altro.
Niente di grave, per carità, si cambia programma e… “vabbeh, mio piccolo Hobbit, avevamo altri programmi per questo pomeriggio… ci prenderemo del tempo per un gelato e le nostre commissioni più avanti” .
Recito internamente un lungo OHMmmm, riprendo in mano le redini della giornata incastrando l’ennesimo impegno imprevisto, imposto, fuori posto.. rinunciando ad un gelato promesso a piccolo Hobbit.
Al di là del cambio di programma, del mio lavoro da consegnare non consegnato, del gelato non assaporato, dell’ora d’aria non goduta.. e del fatto certo che gli imprevisti siano all’ordine del giorno di ognuno di noi; la mia mente vagava riflettendo su quella tanto citata qualità del tempo che sempre più stiamo sottraendo alle nostre vite:

Madri e mogli manager dei nostri tempi, sottraiamo tempo al nostro benessere, alla noia, ai momenti di pura riflessione.. da quanto tempo non mi trovo imbambolata, come i più piccoli, a fissare un punto nel vuoto e immaginare, sognare, escogitare piani per raggiungere obiettivi, luoghi, progetti…
Spoiler… è un atto meditativo questo nei bambini… non interrompeteli.. stanno costruendo l’immagine di un presente o futuro possibile.. 😉
Riducendo il tempo per noi stesse, sottraiamo tempo alla preparazione dei pasti, affidandoci sempre più spesso a “quelqualcosaalvolo” tra un impegno e l’altro, che a lungo andare avrà pessimi effetti sul nostro umore rendendoci ancora più stanche, stressate e spossate.
Spoiler : questo tempo non tornerà, non ci verrà restituito e non ci sarà mai un momento giusto per ricalibrare i ritmi..


Quest’anno ho avuto l’opportunità di seguire alcune persone presso un ritiro di depurazione dagli stimoli cittadini. Ho avuto l’onore di tenere per loro un Workshop sugli esercizi di respirazione pre-nanna, sulla gestione del respiro durante le pratiche di yoga e con loro ho eseguito un paio di pratiche di yoga posturale e respiro la sera.
Ho avuto, durante questa esperienza, l’esatta contezza di quanto i nostri ritmi, le nostre necessità biologiche e mentali siano state col tempo sempre più snaturate, portando sempre più persone in direzione di vere e proprie “fughe” dall’ordinario in lande desolate, alla ricerca del silenzio, del giusto nutrimento, di aria buona da respirare.
Davvero abbiamo bisogno di fuggire per ritagliarci uno spazio?
La mente si sa, passa velocemente da un pensiero all’altro, e affiora in me anche un altro concetto, fortemente presente nella filosofia yogica, quello di Dharma: ossia seguire il ritmo e la natura di tutte le cose, piccole e grandi, quadrupedi, bipedi, sassi e vegetali, senza opporsi alle leggi universali che regolano le fasi della natura e della nostra vita che ne fa, indissolubilmente, parte.. Nulla è impermanente, lo ho anche tatuato da qualche parte: tutto scorre si sa, a proposito di cambi di programma. Ma ciò che da adulti stiamo dimenticando è il rispetto per un tempo egoista nel senso migliore del termine in cui lasciarci
muovere, esplorare, giocare, sentire, restare.
Ed è proprio questo il Dharma:
non affannarsi ad andare controcorrente rispetto alla propria natura.
In questo senso la pratica dello Yoga può essere un primo passo, un primo momento infrasettimanale da ritagliarsi per
-muovere il corpo
-irrorare le articolazioni
-aggiustare la postura
-regolare il ritmo respiratorio
-depurare il corpo
-ossigenare la mente
-mettersi in ascolto
-sfidarel’equilibrio
-ritrovare flessibilità
-sciogliere blocchi postulali ed emotivi
-trovare sostegno nella muscolatura profonda
-silenziare le notifiche del mondo
-esplorare il nostro Universo interno
Fluire da un Asana all’altra, muoversi consapevolmente nello spazio, dicono recenti studi, amplifichi la capacità della mente di passare da un concetto all’altro, da una situazione all’altra, solletichi la nostra propensione al cambiamento e l’adattabilità al variare dei ritmi della vita, diminuendo il grado di stress… ad ogni repentino cambio di programma.. 😉
Quindi, quando ti senti sopraffatta dal ritmo frenetico delle tue giornate, inspira profondamente, chiudi gli occhi, respira… e.. srotola il tappetino!
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Ti auguro un’ottima prosecuzione di giornata e , come sempre,
#aiutaticheilcieltiaiuta
Namasté 🙂
Puoi arrivare ovunque.. abbi pazienza!
Continua il tuo viaggio
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